Questi simpatici tavolini per il caffè sono realizzati in Mdf, a cui è stata data una forma di bottone, e un cavo di acciaio per i piedi che interseca il piano come se fosse il cotone che serve per cucire i classici bottoni.
Sono disponibili in tre dimensioni e qui potete trovare maggiori informazioni sull’acquisto.
La canzone Quattro bottoni appartiene alla musica neomelodica, genere nato a Napoli che ha avuto il suo boom negli anni ‘90. Cantate in dialetto, queste canzoni parlano principalmente d’amore, sesso e criminalità.
In quella che sentirete i bottoni rappresentano l’ultimo ostacolo per raggiungere il paradiso!
I cosiddetti bottoni da kimono sono piccole sculture per lo più in avorio o legno chiamati netsuke.
I netsuke, oggi considerati vere e proprie opere d’arte e oggetto di desiderio da parte di collezionisti di tutto il mondo, hanno due fori sul retro e servivano da contrappeso per portare oggetti (porta-monete, contenitori di inchiostro e pennelli, custodie per le pipe e tabacco, kit da fumo, portachiavi e porta-sigilli) dato che i kimono non avevano tasche.
Ne esistono diverse tipologie. Quelli qui in basso sono quelli che più si avvicinano per forma ai bottoni classici:
Altri bottoni da cintura sono i chui-tzu cinesi, considerati gli antenati dei netsuke. Qui potete trovare un breve saggio su quelli a forma di scimmia.
Nel 2003 presso il Padiglione Reale della stazione Centrale di Milanosi è tenuta la mostra “Il Bottone – Storia Arte e Moda” curata da Franco Jacassi, collezionista e proprietario dei bottoni esposti.
Migliaia di bottoni di materiali ed epoche diverse a testimoniare la bellezza, la versatilità e la creatività di questi oggetti. Il tutto accompagnato da un bellissimo catalogo che potrete sfogliare qui e da una mostra nella mostra: immagini fotografiche di Alfredo Sabbatini che esaltano, tra colori e bianco e nero, meravigliosi bottoni.
E se non siete stati tra i fortunati visitatori (come me) vi dovrete accontentare di questo giro virtuale:
I numeri, i sogni e il gioco sono intimamente legati da secoli. La smorfia è il libro che raccoglie la tradizione orale che collega i numeri ai sogni e agli avvenimenti quotidiani e una tradizione più colta ed esoterica che usa la cabala per indovinare i numeri. Si ricorre ad essa per interpretare i sogni, i segni più vari o le lettere dell’alfabeto a cui vengono assegnati per l’appunto uno o più significati numerici, e da essi poi si ricavano i numeri corrispondenti per giocarli al lotto. La smorfia è per tradizione legata alla città di Napoli ma ne esistono diverse legate ad altre città.
Sembra che chi sogna un bottone dovrà affrontare alcuni imprevisti. Per quanto riguarda i numeri, invece, il bottone nella smorfia napoletana corrisponde all’8, in quella moderna al 5.
41 è il bottone rotto, 35 il bottone d’oro, 21 il bottone da abito, 16 il bottone da gilé, 66 il bottone da livrea, 7 il bottone da uniforme, 38 il bottone d’argento. Buoni sogni, quindi, e buon gioco!